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Nel suo quattordicesimo anno di esistenza Nessiah giunge ad esplorare un paese remoto, in cui la cultura ebraica europea ha trovato non solo rifugio, ma anche un terreno fertile per crescere ed esplorare ambiti nuovi, come il cinema. La storia che quest’anno vogliamo raccontare riguarda infatti l’America, terra che ha accolto immigrati da ogni dove, tra cui numerosissimi erano gli ebrei, scappati dai Pogrom o dalla barbarie nazista, oppure semplicemente in cerca di fortuna. Generazione dopo generazione, loro hanno saputo mantenere la propria identità e conquistare una posizione importante all’interno della società americana, dando un ricco contributo allo sviluppo della cultura moderna.
Naturalmente, la nostra scelta cade in primo luogo sui diversi livelli di presenza ebraica nel mondo musicale americano, che spaziano dalla musica classica a quella commerciale. Gli ebrei hanno dato il proprio contributo anche ad un genere così squisitamente “americano” come musica folk, e nello stesso tempo non hanno dimenticato le proprie radici, ricreando le orchestre klezmer sul suolo nuovo, contaminando la tradizione europea con influenze jazz.
Durante il Festival cercheremo di illustrare anche la presenza degli ebrei nell’industria cinematografica americana. Non potendo comprimere un intero mondo di immagini, emozioni e suggestioni in breve spazio a noi concesso, ci siamo focalizzati sulla comicità come forma di espressione di un processo di rinnovamento e di integrazione, in cui l’ebreo riesce a trasformare la propria condizione di eterno perseguitato in una fonte di auto-ironia e di comicità universale.
In un mondo dominato da forze centrifughe non è facile portare avanti attraverso gli anni l’impegno di promozione della cultura in generale e di quella ebraica in particolare. È per questo che Nessiah, forte della sua esperienza più che decennale, ha deciso di unire lo sforzo con altre due validissime iniziative riguardanti il mondo ebraico, creando una sorta di “gemellaggio interregionale” con il premio “Exodus” di La Spezia e con il festival di cultura ebraica “Oy oy oy” di Casale Monferrato. Noi crediamo che il coordinamento fra realtà affini per spirito e vicine per territorio sia la chiave per poter far fronte alle difficoltà e poter continuare ad offrire contenuti di qualità al pubblico affezionato.
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