nessiah 2011  
Figli della Grande Madre
 

La quindicesima edizione del Festival ha come filo conduttore la Grande Madre Russia, intesa come territorio che si estende dal Danubio a oltre gli Urali; intesa come dimensione storica che attraversa più di cinque secoli; intesa come terra fertile per la cultura e la tradizione ebraica contemporanea.

Una rivoluzione e due guerre mondiali hanno cercato con un colpo di spugna di cancellare confini e di creare nuove identità, diluendo la presenza di popoli in specifiche aree, anche grazie a massicce campagne di "turismo coatto".

Allora, dove sono finiti i figli di questa madre? Alcuni sono rimasti, altri sono emigrati con le prime crepe nel muro di Berlino. Il Festival quest’anno darà voce agli strumenti di quei figli che hanno ricostruito la propria identità sia culturale che religiosa attraverso personali ricerche musicali, attingendo al patrimonio culturale dei propri avi e arricchendolo con le contaminazioni moderne. Così il violino di Jona Rayko come il clarinetto di Anton Dressler o la voce di Marina Zachàrova squarciano la dimensione spazio-temporale, riportandoci in una Yiddishland immaginaria, dove la musica tradizionale incontra l’elettronica e l’Est si rivela l’Oriente.

M° Andrea Gottfried